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Società Operaia, celebrato il 150° anniversario

società operaia

Quando, nel 1865, alcuni dei soci fondatori si riunirono in una stanza, per cercare di dare vita (nel 1868)

ad una Società Operaia di Mutuo soccorso, forse non pensavano che quell’istituzione sarebbe arrivata fino ai giorni nostri. Portando nobilmente avanti i propri intenti di diffondere l’aiuto, la cultura e anche l’alfabetizzazione. Forse, se quest’ultimo obiettivo oggi pare raggiunto, l’idea di valorizzare attraverso la cultura un pensiero e un senso civico nella comunità rimangono capisaldi dell’azione solidaristica della Società Operaia, che guarda al futuro. Ci si è interrogati anche riguardo al domani e all’attualità della mission del sodalizio, nel corso del 150° anniversario della Società, svoltosi sabato mattina al centro 2000. Presenti il sindaco Fabio Bergamini, in vice Simone Saletti, il comandante dei carabinieri di Bondeno, Abramo Longo, e quello della Polizia municipale, Stefano Ansaloni, con il capo distaccamento dei vigili del fuoco volontari, Michele Marchetti, ed il sacerdote, don Andrea Pesci. Il quale ha officiato la cerimonia religiosa con cui si sono aperte le celebrazioni, proseguite in seguito con le performance della Filarmonica “G. Verdi” di Scortichino. A fare gli onori di casa, l’attuale presidente della Società Operaia, Paolo Saltari: «Esiste la difficoltà nel coinvolgere nuovi soci – spiega il presidente della Società, Paolo Saltari – ma ritengo che la nostra attività sia ancora attuale, nel merito della promozione della cultura. Centocinquanta anni di storia sono un bel traguardo». Il sindaco Bergamini, nel corso della tavola rotonda, ha messo in guardia su di una realtà quotidiana che mette in dubbio «un sistema del welfare, che è stato una garanzia per le ultime generazioni. Non vorrei che il ruolo delle società operaie di mutuo soccorso debba tornare ad essere quello dell’aiuto alla comunità, in ogni caso lo spirito che muove ciascuno dei soci – ha detto rivolto al pubblico – è quello di una solidarietà, che valorizza anche la cultura del nostro territorio». D’altra parte, come spiegato dalla professoressa Anna Maria Quarzi (dell’Istituto di Storia contemporanea di Ferrara) quella di Bondeno è stata tra le prime realtà di mutuo soccorso del territorio. Nate per offrire soccorso «materiale, intellettuale e morale», ed offrendo ai soci che la componevano un soccorso in caso di malattia o necessità, promuovendo l’attività di una «istituzione morale. I mutamenti socio-economici e culturali del novecento hanno contribuito a modificare statuto e obiettivi della realtà bondenese, come illustrato anche da Paolo Saltari. Il docente emerito dell’Università di Bologna, Angelo Varni, ha ricordato anche come la spinta liberalista risorgimentale degli anni della sua nascita fosse però combattuta dalla possibilità di aprire effettivamente il sistema ad una realtà popolare esclusa dalla classe dirigente. In quel contesto, nacque il mutuo soccorso, rinverdendo una tradizione di carità cristiana che in Italia non era mancata, nel corso della storia.

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